XVII Secolo · Arte Barocca · Anthropologia Religiosa · Ciminna

Un trono barocco per la «Miracvlosa Imagine»

Il libro e il suo contesto

Arturo Anzelmo analizza in questo saggio la storia, la struttura e il significato della vara del SS. Crocifisso di Ciminna, progettata da don Santo Gigante nel 1652 per la «Miracvlosa Imagine» venerata nella chiesa di San Giovanni Battista. L'autore intreccia fonti d'archivio, testi storici, studi precedenti e confronto con altre macchine processionali siciliane per ricostruire la genesi del fercolo, la sua iconografia barocca e il contesto devozionale che lo ha prodotto.

Il libro apre con una descrizione intensa della «sciuta» della vara la prima domenica di maggio, mettendo a fuoco il rapporto «tenero e violento, intimo e possessivo» tra popolo e simulacro, e mostra come il fercolo diventi il «trono» che rende visibile e maestoso il Crocifisso, centro identitario della comunità.

Il testo si fonda sulla Historia della Miracvlosa Imagine di don Santo Gigante, sugli atti notarili del 1652 rogati dal notaio Filippo La Vignera, e su un'ampia ricognizione della letteratura critica — da Filippo Meli a Giuseppe Cusmano, da Lanzafame agli studi più recenti.

Copertina del libro Un trono barocco per la Miracvlosa Imagine di Arturo Anzelmo

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Saggio di storia dell'arte e antropologia religiosa

Un trono barocco per la «Miracvlosa Imagine»
Don Santo Gigante e la vara del SS. Crocifisso

Arturo Anzelmo

Il saggio ricostruisce la genesi della vara a partire dal documento di allocazione del 25 febbraio 1652 — rogato a Ciminna presso il banco di notar Filippo La Vignera — che affida la progettazione a don Santo Gigante e l'esecuzione agli intagliatori Francesco Reina (senior), Giuseppe Lo Restivo e Vincenzo Brugnone, per conto della mastranzia dei muratori ciminnesi.

L'analisi formale descrive la struttura su più livelli: lo zoccolo (aggiunto nel 1902), la «bara propriamente detta» con volute, pavesi e putti, e il livello superiore con le statue dei Dolenti e il monte del Golgota che sostiene la croce. Anzelmo interpreta l'insieme come vera Biblia pauperum centrata sui Misteri Dolorosi.

In chiusura l'autore mette in relazione la vara di Ciminna con altre macchine processionali — la vara del Crocifisso degli Angeli a Corleone, quella di San Francesco di Paola descritta da Girolamo Matranga — e discute possibili influssi reciproci tra don Santo Gigante e il giovane Paolo Amato.

1652
Anno del documento di allocazione
XVII sec.
Periodo al centro del saggio
Storia dell'arte · Antropologia
Genere
Arturo Anzelmo
Autore
Nota critica
«Il saggio di Anzelmo dimostra come la vara del SS. Crocifisso sia un dispositivo complesso, in cui struttura architettonica, scultura e iconografia teologica si fondono per tradurre in forme barocche la spiritualità tridentina e la devozione popolare ciminnese.»

Contenuti e struttura del volume

Origini del culto e la prima processione (1623–1651)

Il Crocifisso che resta miracolosamente attaccato al muro a Santa Croce del Canale nel 1623. Le guarigioni inspiegabili. La prima solenne processione del 14 maggio 1651 e gli accadimenti straordinari che la accompagnano — origine della festa ininterrotta fino ai giorni nostri.

1623–1651

Il documento di allocazione (25 febbraio 1652)

Il contratto rogato da notar Filippo La Vignera: don Santo Gigante progettista, Francesco Reina (senior), Giuseppe Lo Restivo e Vincenzo Brugnone esecutori. Committenza: la mastranzia dei muratori di Ciminna. Tempi stretti — consegna al 30 aprile — e descrizione dettagliata della struttura.

Documento d'archivio

Analisi formale, iconografia e confronti

La struttura su tre livelli — zoccolo (1902), «bara propriamente detta» con volute e putti, monte del Golgota con i Dolenti. La vara come Biblia pauperum dei Misteri Dolorosi. Confronti con le vare di Corleone, Palermo e altri centri siciliani; relazione tra don Santo Gigante e Paolo Amato.

Iconografia barocca
Consigliato da leggere

Perché leggere questo libro

La vara e la sua genesi

Per capire come nasce e come funziona, dal punto di vista artistico e antropologico, la vara del SS. Crocifisso di Ciminna: chi la ha progettata, chi la ha eseguita, per quale committenza e con quale intenzione iconografica.

Arte e devozione

Don Santo Gigante, progettista barocco

Per approfondire la figura di don Santo Gigante non solo come autore della Historia e promotore del culto, ma anche come progettista consapevole inserito nel contesto culturale palermitano del Seicento, in dialogo con figure come Paolo Amato.

Figura storica locale

Le macchine processionali siciliane

Per avere un modello di lettura storico-critica applicato alle macchine processionali siciliane, utile anche in percorsi di studio e divulgazione. Il confronto con Corleone, Palermo e altri centri inserisce Ciminna in un panorama artistico più ampio.

Percorsi didattici