Architettura Sacra · XV–XXI Secolo · Ciminna

La chiesa e il convento di S. Francesco d'Assisi alla scarpa in Ciminna

Un convento nel cuore della città

Nella trama urbana di Ciminna, tra la Terra Vecchia arroccata attorno a castello e Matrice e il Borgo produttivo di valle, il complesso francescano di San Francesco d'Assisi "alla scarpa" occupa una posizione chiave. Già documentata almeno dal 12 marzo 1475 — quando i Frati Minori Conventuali ottengono l'uso della chiesa di Santa Maria di Gesù — la presenza francescana plasma per secoli lo sviluppo edilizio e sociale del quartiere.

L'appellativo "alla scarpa" rimanda alla corporazione degli Scarpari, la Mastranza delli Scarpari, che ottiene sepolture e altari nella chiesa e la cui presenza è uno dei marcatori più vividi del rapporto tra ordine francescano e artigianato locale.

Lo studio di Arturo Anzelmo, pubblicato nella serie "Materiali di Storia dell'Architettura Siciliana tra Maniera e Barocco", ricostruisce con rigore archivistico sei secoli di storia insediativa, concentrandosi sul grande intervento di ricostruzione e ampliamento promosso dal padre minore Vincenzo Li Vaccari tra XVIII e XIX secolo.

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Studio storico-architettonico · Maniera e Barocco · 1997

La chiesa e il convento di S. Francesco d'Assisi alla scarpa in Ciminna

Arturo Anzelmo — Autore

Arturo Anzelmo (1951–) è storico dell'arte e ricercatore del patrimonio storico-artistico ciminnese. Il volume, pubblicato nel 1997 con copyright dell'autore, fa parte della serie "Materiali di Storia dell'Architettura Siciliana tra Maniera e Barocco": un progetto editoriale che ricostruisce, fascicolo per fascicolo, le vicende dei complessi monumentali dell'entroterra palermitano.

Il metodo è duplice: da un lato la lettura diretta delle murature e la cronologia relativa degli alzati; dall'altro lo spoglio sistematico di fonti notarili, confraternali e conventuali (Not. A. De Michele, fondo Corporazioni religiose soppresse), che consentono di associare fasi edilizie, famiglie committenti e figure di rilievo.

La figura di P.M. Vincenzo Li Vaccari — padre minore che tra XVIII e XIX secolo guida la grande fase di rinnovamento del complesso — emerge come protagonista assoluto di questo episodio di architettura religiosa ciminnese.

XV – XXI sec.
Arco cronologico
Ordine Francescano
Frati Minori Conventuali
Studio storico-architettonico
Genere
Arturo Anzelmo · 1997
Editore · Anno
Nota critica
«Lo studio di Anzelmo mostra come il convento di San Francesco d'Assisi alla scarpa sia un osservatorio privilegiato per capire l'intreccio fra crescita urbana, ascesa delle élite borghesi e sviluppo dell'architettura religiosa in area palermitana tra tardo Medioevo ed età barocca.»

Il volume, ricco di riferimenti notarili e confraternali, diventa uno strumento indispensabile per chi si occupa di storia dell'architettura sacra, di ordini mendicanti e di trasformazioni urbane nei centri dell'entroterra siciliano.

Cronologia del complesso

12 marzo 1475
I Frati Minori Conventuali ottengono dai confrati l'uso della chiesa di Santa Maria di Gesù. Fonti notarili documentano famiglie coinvolte nella fondazione: Bonafede, Bille, Cascino, de Adamu, India.
1490
Epigrafe sulla lastra sepolcrale dei frati: "HOC FIERI FECIT FRATRI PETRUS L(U)TURCU GUARDIANU MCCCCLXXXX". Testimonia una comunità già insediata con propri spazi funerari.
1503–1504
Testamento di Nicola La Priola (1503): nomina la chiesa di San Francesco erede universale e prevede la costruzione di una cappella di Santa Maria di Gesù con arco marmoreo dello scultore Gabriele De Battista. Nel 1504 lascia anche una vigna su cui sorgerà il nuovo convento.
XVI – XVII secolo
Prima struttura conventuale: ala unica affiancata sul fianco occidentale della chiesa, chiostro, porteria. Le famiglie borghesi emergenti — Billè, La Battaglia, La Barbera, Speciale, Monasterio — acquisiscono patronati di cappelle. La Mastranza delli Scarpari ottiene altari e sepolture, dando il nome alla chiesa.
XVIII – XIX secolo
P.M. Vincenzo Li Vaccari promuove la grande fase di rinnovamento: ampliamento dei corpi conventuali, ridefinizione del chiostro, sistemazione del campanile. Il linguaggio architettonico si colloca tra gli esiti tardo-manieristi e le soluzioni barocche mature.
XIX – XXI secolo
Crisi e soppressioni degli ordini religiosi, trasformazioni strutturali, restauri e cambi d'uso. Il complesso sopravvive come elemento identitario del paesaggio urbano ciminnese, ancora riconoscibile nel tessuto storico della città.

Struttura del volume

Origini e primo convento

Le origini quattro-cinquecentesche del complesso, la prima struttura con chiostro e porteria, il ruolo di Nicola La Priola come presunto fondatore, le famiglie committenti delle cappelle e i rapporti tra convento e società locale tra XV e XVII secolo.

1475–1700

Il progetto Li Vaccari

L'intervento del padre minore Vincenzo Li Vaccari: motivazioni funzionali e simboliche dell'ampliamento, scelte planimetriche (prolungamento dei corpi conventuali, ridefinizione del chiostro, sistemazione del campanile), linguaggio tardo-manierista e barocco.

XVIII–XIX sec.

Appendice: fondatore e opere d'arte

Il profilo di Nicolaus de La Priola e il suo testamento (1503). Schede su manufatti del complesso: epigrafi, sculture, arredi marmorei e lignei, decorazioni delle maestranze locali e rimandi alla produzione dei Gagini nelle commissioni francescane.

Appendice documentaria
Consigliato da leggere

Perché leggere questo libro

La nascita del complesso

Per seguire, attraverso documenti e lettura delle murature, la nascita e la crescita del complesso francescano di Ciminna: dalle prime attestazioni del 1475 alle trasformazioni cinquecentesche, fino alla sistemazione definitiva del XVIII-XIX secolo.

Architettura storica

Il ruolo di Li Vaccari

Per capire il ruolo di P.M. Vincenzo Li Vaccari nella ridefinizione moderna della chiesa e del convento: un intervento che segna il passaggio dalla struttura originaria a un complesso tardo-barocco capace di rappresentare l'ordine nel paesaggio urbano ciminnese.

Architettura barocca

Convento, famiglie e corporazioni

Per disporre di un quadro dettagliato dei rapporti tra convento, famiglie locali e corporazioni artigiane dal XV al XIX secolo: patronati di cappelle, sepolture, contratti e l'identità della Mastranza delli Scarpari nella storia del quartiere francescano.

Storia sociale