Ciminna.
Il set de «Il Gattopardo»
50 anni dopo
Ciminna era Donnafugata
Nel 1963 Luchino Visconti cercava i luoghi di Donnafugata per il film tratto dal romanzo di Tomasi di Lampedusa. La scelta di Ciminna non fu casuale: fu Gioacchino Lanza Tomasi, figlio adottivo dell'autore del romanzo e conoscitore profondo del territorio, a suggerire il paese dopo aver scartato Palma di Montechiaro — troppo esposta alla strada nazionale — e altri centri della provincia.
Ciminna conservava un impianto urbano pre-industriale, una campagna «di sempre» e una Chiesa Madre con il soffitto a cassettoni, gli altari, il pavimento maiolicato e i confessionali che Visconti cercava. Per alcuni mesi il paese si trasformò in un grande cantiere cinematografico, con troupe, tecnici, attori e costumi che invasero piazze e vicoli.
Cinquant'anni dopo, nel 2013, Giuseppe Cusmano raccoglie le testimonianze dei protagonisti ciminnesi e ricostruisce quella straordinaria avventura collettiva — restituendo al paese la memoria di un evento che aveva segnato profondamente la comunità.
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Ciminna. Il set de «Il Gattopardo» 50 anni dopo, 1963–2013
Giuseppe Cusmano — Autore
Giuseppe Cusmano (1959–) è studioso di storia locale e cultura ciminnese, autore di numerose ricerche sul patrimonio artistico e sulla memoria collettiva del paese. Il volume nasce dal cinquantenario delle riprese e dalla volontà di permettere a Ciminna di «riappropriarsi della propria storia, arte e cultura, legate anche al ruolo di Donnafugata del Gattopardo».
Il libro è preceduto da una prefazione di Gioacchino Lanza Tomasi — che aveva suggerito Ciminna a Visconti — la quale lo qualifica come «libro nuovo» nel panorama degli scritti sul Gattopardo, critico delle riletture superficiali e politicizzate del romanzo.
L'apparato documentario include materiali di Titanus, Cineteca di Bologna, Istituto Gramsci, Museo del Cinema di Torino, Biblioteca Regionale e numerose raccolte private di ciminnesi.
«Il volume di Cusmano non è soltanto un album di ricordi sul Gattopardo, ma un'indagine storica a tutto tondo che intreccia storia del cinema, storia urbana e memoria sociale di Ciminna.»
I tre filoni del libro
La scelta di Ciminna
Come e perché Lanza Tomasi suggerì Ciminna a Visconti, la costruzione delle scenografie di Donnafugata — palazzo del Principe, balconata, statue — e il loro smontaggio dopo le riprese.
Storia del cinemaLa «febbre del Gattopardo»
Testimonianze dei ciminnesi: comparse, artigiani, tecnici, proprietari di case. Le paghe, le trattative, le mansioni — e l'impatto economico e simbolico del set su una piccola comunità siciliana.
Memoria collettivaIl processo con la Titanus
La vicenda giudiziaria tra la produzione e la parrocchia per i danni al soffitto a cassettoni della Matrice, il risarcimento di 8 milioni di lire e la stratificazione di responsabilità tra film, terremoto del 1967 e restauri successivi.
Storia urbanaPerché leggere questo libro
La Donnafugata di Visconti
Per capire come e perché Ciminna fu scelta come set di Donnafugata, come furono costruite — e poi smontate — le grandi scenografie del film, e cosa resta oggi di quell'allestimento.
Cinema e territorioVoci di un paese
Per ascoltare, attraverso molte voci, l'esperienza vissuta dai ciminnesi — comparse, artigiani, tecnici — e l'impatto economico e simbolico del set su una comunità siciliana degli anni Sessanta.
Memoria oraleLa Matrice e il processo
Per chiarire le vicende della Chiesa Madre — soffitto, pavimento, la causa con la Titanus — e il rapporto tra patrimonio locale, produzione cinematografica e responsabilità delle istituzioni.
Storia urbana