Iconografia Urbana · XIX–XX Secolo · Ciminna · 2010

Il disegno del Circolo dei Civili

Un disegno, una città, una storia

Nel 1868 Santi (Salvatore) Sganga — segretario comunale di Ciminna, nato nel 1844 da una famiglia di rilievo — realizza a carboncino un grande disegno panoramico della città, dedicandolo al Circolo di Conversazione dei Civili. L'opera intreccia in modo originale due vedute: il paese visto dal Colle di San Vito e il convento dei Cappuccini visto dal Colle del Seggio, montate in un'unica immagine "reale e virtuale".

Ritrovato e restaurato da Marco Di Bella, il disegno rivela — sotto la prospettiva ingenua e gli apparati architettonici semplificati — una straordinaria densità di significati politici e sociali: figure aggiunte nel primo Novecento (gentildonne, borghesi, una scrofa e dei cani) alludono alle due consorterie locali — Sciacalli e Popolari — che si contendevano il potere.

Il volume nasce da questo ritrovamento e allarga il fuoco: dalla veduta di Sganga alla storia del Circolo dei Civili (oggi "Circolo Culturale e di Conversazione Paolo Amato"), intrecciando storia dell'arte, storia urbana e storia politico-sociale di Ciminna dall'Ottocento al secondo dopoguerra.

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Studio storico-artistico e storico-sociale · 2010

Il disegno del Circolo dei Civili

Autori e contributi

Arturo Anzelmo (1951–) è l'autore principale: ricostruisce la storia del Circolo, analizza il disegno di Sganga come documento storico e interpreta le aggiunte figurative come tracce dei conflitti politici locali. Il volume è arricchito dai contributi di Marco Di Bella (1976–), che ha diretto il restauro del disegno e fornisce l'analisi iconografica, e di Maria Rosalia Carotenuto (1983–), che approfondisce le vicende del Circolo nel Novecento.

Il progetto grafico è di Nicola Anzelmo, che ha curato anche parte delle fotografie insieme a Di Bella e Carotenuto. Il volume è pubblicato dall'Unione dei Comuni "San Leonardo" di Ciminna nel 2010.

La dedica iniziale — "A Nicola Episcopo, non solo per la fraterna amicizia" — e il motto nomina sunt consequentia rerum (Giustiniano, Institutiones) dichiarano la volontà di legare il tema del libro (nome e identità del Circolo) alla sostanza delle vicende storiche che esso ha attraversato.

1868 · 2010
Anno del disegno · Pubblicazione
Santi Sganga · carboncino
Autore del disegno · Tecnica
Studio storico-artistico
Genere
Unione Comuni "San Leonardo"
Editore · 2010
Nota critica
«Il volume fa emergere come un singolo disegno "dilettantesco" possa diventare chiave di lettura della storia urbana e politica di una comunità: il Circolo dei Civili diventa così lente privilegiata sulle trasformazioni delle élite ciminnesi dall'Ottocento al secondo dopoguerra.»

L'incontro fra restauro, analisi storica e memoria orale rende il libro uno strumento prezioso per chi studia la sociabilità dei circoli cittadini, la grafica d'autore minore e l'evoluzione dell'immagine di Ciminna.

La storia del Circolo dei Civili

Metà Ottocento — Fondazione
Il "Casino o Circolo dei Civili" nasce come centro di formazione delle opinioni nella comunità ciminnese. Pur dichiarato statutariamente apolitico, è frequentato da sindaci, amministratori e funzionari in tutte le fasi istituzionali (Regno delle Due Sicilie, Regno d'Italia, Repubblica). In un contesto in cui gli elettori erano circa il 9% della popolazione, le lotte politiche si svolgevano tra consorterie e gruppi d'interesse più che tra partiti.
1856 — Il Risorgimento al Circolo
Testimonianza di Spiridione Franco (1899): nel 1856 il "casinò dei civili" diventa quartier generale di Giuseppe La Masa durante la fase risorgimentale, con bandiera della libertà e banda cittadina. Questo episodio documenta il ruolo del Circolo come spazio simbolico della vita politica, oltre che ricreativa, di Ciminna.
1868 — Il disegno di Santi Sganga
Santi (Salvatore) Sganga, segretario comunale ciminnese, realizza il grande disegno a carboncino che raffigura Ciminna dedicandolo al Circolo. Montaggio di due vedute (Colle di San Vito e Colle del Seggio) in un'unica immagine panoramica. Il disegno entra a far parte dell'identità del sodalizio.
18 ottobre 1872 — L'atto notarile
Acquisto in enfiteusi dei locali di piazza (da Michele Grimaldi) con clausola esplicita di non mutarne la destinazione da sede del Circolo. L'atto testimonia la volontà di stabilizzare istituzionalmente il sodalizio in un luogo permanente della vita pubblica.
Periodo fascista — Il Circolo del Littorio
Il Circolo viene trasformato in sede del fascio (Circolo del Littorio, poi Dopolavoro). Il nome e la funzione sono stravolti, ma la memoria istituzionale sopravvive. Alcune pagine del registro vengono rimosse: 64 fogli "scompaiono", segno della volontà di cancellare tracce compromettenti.
10 ottobre 1943 — La riapertura
Dopo lo sbarco alleato, un'assemblea straordinaria decide la riapertura come Circolo di Cultura, ripristinando gli antichi statuti. Il verbale è riportato integralmente nel volume. Il sodalizio ritrova la propria continuità, aprendo poi progressivamente alle nuove generazioni e agli studenti.
Consigliato da leggere

Perché leggere questo libro

Il Circolo come luogo pubblico

Per conoscere la storia del Circolo dei Civili/"Paolo Amato" come luogo chiave della vita pubblica ciminnese: dal Risorgimento al fascismo, dalla riapertura del 1943 all'apertura agli studenti, con i soci, le lotte politiche e la voce diretta dei verbali.

Sociabilità urbana

Il disegno come documento politico

Per vedere come il disegno di Santi Sganga documenti e allo stesso tempo interpreti la città e i suoi conflitti politici: le figure aggiunte nel primo Novecento (scrofa, cani, borghesi) sono tracce dei conflitti tra "Sciacalli" e "Popolari" nel tessuto urbano.

Iconografia politica

Uno sguardo raro sulla città

Per un raro sguardo iconografico sull'evoluzione urbana di Ciminna tra Seicento e Ottocento: l'affresco di Gerardi (1627) e il disegno di Sganga (1868) sono le sole due vedute storiche della città e mostrano secoli di trasformazioni in un confronto diretto.

Storia urbana