Il disegno del Circolo dei Civili
Un disegno, una città, una storia
Nel 1868 Santi (Salvatore) Sganga — segretario comunale di Ciminna, nato nel 1844 da una famiglia di rilievo — realizza a carboncino un grande disegno panoramico della città, dedicandolo al Circolo di Conversazione dei Civili. L'opera intreccia in modo originale due vedute: il paese visto dal Colle di San Vito e il convento dei Cappuccini visto dal Colle del Seggio, montate in un'unica immagine "reale e virtuale".
Ritrovato e restaurato da Marco Di Bella, il disegno rivela — sotto la prospettiva ingenua e gli apparati architettonici semplificati — una straordinaria densità di significati politici e sociali: figure aggiunte nel primo Novecento (gentildonne, borghesi, una scrofa e dei cani) alludono alle due consorterie locali — Sciacalli e Popolari — che si contendevano il potere.
Il volume nasce da questo ritrovamento e allarga il fuoco: dalla veduta di Sganga alla storia del Circolo dei Civili (oggi "Circolo Culturale e di Conversazione Paolo Amato"), intrecciando storia dell'arte, storia urbana e storia politico-sociale di Ciminna dall'Ottocento al secondo dopoguerra.
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Il disegno del Circolo dei Civili
Autori e contributi
Arturo Anzelmo (1951–) è l'autore principale: ricostruisce la storia del Circolo, analizza il disegno di Sganga come documento storico e interpreta le aggiunte figurative come tracce dei conflitti politici locali. Il volume è arricchito dai contributi di Marco Di Bella (1976–), che ha diretto il restauro del disegno e fornisce l'analisi iconografica, e di Maria Rosalia Carotenuto (1983–), che approfondisce le vicende del Circolo nel Novecento.
Il progetto grafico è di Nicola Anzelmo, che ha curato anche parte delle fotografie insieme a Di Bella e Carotenuto. Il volume è pubblicato dall'Unione dei Comuni "San Leonardo" di Ciminna nel 2010.
La dedica iniziale — "A Nicola Episcopo, non solo per la fraterna amicizia" — e il motto nomina sunt consequentia rerum (Giustiniano, Institutiones) dichiarano la volontà di legare il tema del libro (nome e identità del Circolo) alla sostanza delle vicende storiche che esso ha attraversato.
«Il volume fa emergere come un singolo disegno "dilettantesco" possa diventare chiave di lettura della storia urbana e politica di una comunità: il Circolo dei Civili diventa così lente privilegiata sulle trasformazioni delle élite ciminnesi dall'Ottocento al secondo dopoguerra.»
L'incontro fra restauro, analisi storica e memoria orale rende il libro uno strumento prezioso per chi studia la sociabilità dei circoli cittadini, la grafica d'autore minore e l'evoluzione dell'immagine di Ciminna.
La storia del Circolo dei Civili
Perché leggere questo libro
Il Circolo come luogo pubblico
Per conoscere la storia del Circolo dei Civili/"Paolo Amato" come luogo chiave della vita pubblica ciminnese: dal Risorgimento al fascismo, dalla riapertura del 1943 all'apertura agli studenti, con i soci, le lotte politiche e la voce diretta dei verbali.
Sociabilità urbanaIl disegno come documento politico
Per vedere come il disegno di Santi Sganga documenti e allo stesso tempo interpreti la città e i suoi conflitti politici: le figure aggiunte nel primo Novecento (scrofa, cani, borghesi) sono tracce dei conflitti tra "Sciacalli" e "Popolari" nel tessuto urbano.
Iconografia politicaUno sguardo raro sulla città
Per un raro sguardo iconografico sull'evoluzione urbana di Ciminna tra Seicento e Ottocento: l'affresco di Gerardi (1627) e il disegno di Sganga (1868) sono le sole due vedute storiche della città e mostrano secoli di trasformazioni in un confronto diretto.
Storia urbana