Argenteria sacra di Ciminna
Il libro e il suo contesto
Giuseppe Cusmano firma un ampio catalogo delle suppellettili liturgiche in argento conservate in chiese, conventi e confraternite di Ciminna, dal XVI al XIX secolo. Il volume nasce per colmare una lacuna: mancava fino al 1994 un'indagine sistematica sull'argenteria sacra ciminnese, nonostante gli studi locali di Vito Graziano e Arturo Anzelmo avessero già posto le basi per la storia delle chiese e delle confraternite.
Con presentazioni di Maria Concetta Di Natale — che colloca il lavoro nella scia degli studi sull'oreficeria siciliana — e di Francesco Brancato — che inquadra il fenomeno nella storia sociale di Ciminna, ricca di ordini religiosi e chiese nonostante l'assenza di sviluppo industriale —, il catalogo è arricchito da un contributo di Maurizio Vitella e dalle fotografie di Enzo Brai.
Calici, pissidi, ostensori, reliquiari, turiboli, secchielli, urne e mazze civiche: attraverso quasi quattro secoli di oggetti sacri, l'opera mette in luce il ruolo della maestranza palermitana degli orafi e argentieri e la straordinaria ricchezza artistica maturata a Ciminna in ambito religioso.
Copertina del volume · Giuseppe Cusmano, 1994
Fotografie di Enzo Brai
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Argenteria sacra di Ciminna
dal Cinquecento all'Ottocento
Giuseppe Cusmano — Autore
Presentazioni di M.C. Di Natale e F. Brancato · Contributo di M. Vitella · Fotografie di E. Brai · 1994
Una sezione introduttiva illustra la maestranza degli orafi e argentieri palermitani, fondata nel 1447 da Alfonso il Magnanimo: essa garantiva la qualità dell'argento apponendo il marchio con l'aquila di Palermo (a volo basso fino al 1715, a volo alto in seguito) e la sigla RUP, insieme alle iniziali del console in carica e dell'argentiere esecutore. Nelle opere ciminnesi si conserva una campionatura straordinariamente ricca di questi punzoni, che attraversa quasi tutto l'arco di attività della maestranza.
Il corpo centrale consiste in un repertorio di schede, ciascuna dedicata a un pezzo, con indicazione di tipologia, tecnica (argento sbalzato, cesellato, talvolta traforato), dimensioni, provenienza — chiesa o confraternita — e stato di conservazione. Tra gli esempi: il turibolo a traforo con motivi fitomorfi (marchio AP + console Pensallorto, 1755); le pissidi del 1758 a base gradinata con conchiglie e nodo a forma d'anfora; il secchiello per acqua benedetta (AP59) attribuito ad Andrea Porzio.
Pezzo di punta: la grande urna reliquiario di San Vito martire (1760), in argento sbalzato e cesellato, più volte punzonata, con iscrizione che ricorda la costruzione dell'«ARGENTEAM ARCAM» per il patrono principale di Ciminna. Le schede mettono spesso in relazione gli argenti ciminnesi con opere coeve di Termini Imerese, Palermo e del Museo Diocesano, ricostruendo tipologie e mani di bottega.
«Questo catalogo mostra come le chiese di Ciminna custodiscano un corpus di argenteria sacra in gran parte inedito, che documenta in modo esemplare quattro secoli di attività della maestranza palermitana degli orafi e argentieri.»
Maestranza, schede e capolavori: quattro secoli di argenti sacri
La maestranza palermitana
Fondata nel 1447 da Alfonso il Magnanimo, la maestranza degli orafi e argentieri garantiva qualità apponendo l'aquila di Palermo (volo basso fino al 1715, volo alto dopo), la sigla RUP e le iniziali del console in carica e dell'argentiere. Le opere ciminnesi conservano una campionatura straordinaria di questi punzoni, attraverso quasi quattro secoli di attività.
Oreficeria siciliana · Marchi e punzoniLe schede: tipologia e tecnica
Ogni oggetto è descritto con tipologia (calice, pisside, turibolo, ostensorio, secchiello, urna, mazza d'ufficio…), tecnica (argento sbalzato, cesellato, traforato), dimensioni, provenienza — chiesa o confraternita — e stato di conservazione. I marchi vengono decifrati con rimandi alla letteratura specialistica: Di Marzo, Accascina, Ori e argenti di Sicilia.
Catalogo sistematico e bibliografiaL'urna di San Vito e i capolavori
La grande urna reliquiario di San Vito martire (1760), in argento sbalzato e cesellato con iscrizione «ARGENTEAM ARCAM», è il pezzo più insigne del corpus. Accanto ad essa: il turibolo a traforo fitomorfo (1755), le pissidi del 1758 a nodo d'anfora, il secchiello AP59 (1759). Le schede confrontano questi pezzi con opere di Termini Imerese, Palermo e del Museo Diocesano.
Capolavori e confronti regionaliPerché leggere questo libro
Un repertorio completo degli argenti liturgici
Per avere un catalogo quasi completo delle suppellettili in argento conservate nelle chiese di Ciminna, con fotografie di Enzo Brai, dati tecnici e schede per ogni pezzo. Un inventario sistematico che non esisteva prima del 1994 e che rimane il riferimento fondamentale per il patrimonio orafo ciminnese.
Catalogo e documentazione fotograficaLeggere i marchi della maestranza palermitana
Per imparare a riconoscere e decifrare i punzoni dell'aquila di Palermo — a volo basso (pre-1715) e a volo alto — e le sigle dei consoli e degli argentieri. Le opere ciminnesi offrono una campionatura eccezionale che attraversa quasi quattro secoli di attività della maestranza, dal 1447 all'Ottocento.
Punzonistica e oreficeria sicilianaStrumento per storici, curatori e restauratori
Per chi studia o restaura argenti liturgici siciliani: l'accuratezza delle schede, la lettura dei marchi e i rimandi alla bibliografia specialistica (Di Marzo, Accascina, Ori e argenti di Sicilia) fanno del volume uno strumento di lavoro indispensabile, utile anche per confronti con il Museo Diocesano e le raccolte di Termini Imerese e Palermo.
Ricerca storico-artistica e restauro