Architettura Monastica · XVI–XVII Secolo · Ciminna · 2000

L'abbazia benedettina di Santa Maria di Montecristo in Ciminna

Copertina del volume L'abbazia benedettina di Santa Maria di Montecristo in Ciminna

Copertina del volume

La «Batia»: cuore monastico di Ciminna

L'abbazia benedettina di Santa Maria di Montecristo — detta dai ciminnesi semplicemente «Batia» — è la maggiore emergenza architettonica di Ciminna per estensione e monumentalità, e il sito storicamente più importante, legato alle stesse origini dell'abitato. Sorge sul luogo del primitivo castello medievale quasi distrutto nel 1326 da bande angioine guidate da Beltrando del Balzo.

La fondazione del monastero è attribuita, nel 1537, al "magnifico Petro Flodiola" — secreto e giudice di Ciminna — che per volontà testamentaria lasciò case, cortili e orto per erigere «uno monasterio seu abbatia sub vocabulo de Santa Maria de Monte Xpisti», con l'appoggio dei signori di Ciminna.

Lo studio di Arturo Anzelmo, pubblicato nel marzo 2000 con edizione di fonti inedite, ricostruisce le vicende dell'abbazia dalla fondazione cinquecentesca fino alla grande ricostruzione seicentesca, che ne ridefinì la fisionomia integrandola con la chiesa di Santa Maria d'Itria (1664–1665) e sotto la guida dell'arcivescovo di Palermo Pietro Martinez y Rubio.

Lettura digitale

Sfoglia il volume

Consulta il testo integrale direttamente in questa pagina, pagina per pagina, senza scaricare nulla.

Pagina 1 / —
Scarica PDF
Caricamento del documento…
Saggio storico-architettonico con edizione di fonti · Ciminna 2000

L'abbazia benedettina di Santa Maria di Montecristo in Ciminna

Arturo Anzelmo — Autore

Arturo Anzelmo (1951–) conduce la ricerca attraverso lo spoglio sistematico delle Scritture dell'istituto (Archivio di Stato di Palermo, Corporazioni religiose soppresse), integrandole con atti notarili, perizie tecniche e registri economici. Il metodo — documentario e architettonico insieme — è lo stesso che caratterizza gli altri fascicoli della sua produzione su Ciminna.

Il volume è organizzato in quattro sezioni: una Nota introduttiva sull'importanza della Batia; il capitolo «La ricostruzione della Batia» con analisi dei cantieri seicenteschi; la sezione «Documenti» con trascrizioni integrali di atti fondamentali; i «Codici delle fonti» con l'inventario dei fondi archivistici usati.

Fonti d'archivio

Archivio di Stato di Palermo
Scritture dell'istituto (secondo volume), Corporazioni religiose soppresse. Contiene l'annotazione fondamentale sulla fondazione del 1537 ad opera di Pietro Flodiola.
Archivio notarile
Atti sulla concessione della chiesa di Santa Maria d'Itria (1664–1665); elenchi di suore, amministratori, rendite, terreni e controversie relative all'abbazia.
Memorie locali
Sintesi degli studi di Vito Graziano, don Santo Gigante e Tommaso Fazzello sulla storia insediativa del sito dal Medioevo al Cinque-Seicento.
1537 · XVII sec.
Fondazione · Ricostruzione
Ordine Benedettino
Monache benedettine · claustro femminile
Saggio con edizione di fonti
Genere
Arturo Anzelmo · 2000
Editore · Anno · Ciminna
Nota critica
«Il saggio di Anzelmo mostra come la "Batia", lungi dall'essere solo un grande edificio isolato, sia il risultato di una lunga serie di decisioni politiche, familiari e religiose: dai testamenti del XVI secolo alla riforma benedettina seicentesca, fino al complesso sistema di rendite e cappellanie che ne sostengono la vita.»

La precisione nella lettura delle fonti e la scelta di pubblicare documenti chiave fanno del volumetto uno strumento indispensabile per la storia di Ciminna, del monachesimo femminile e dell'architettura religiosa siciliana d'età moderna.

Dal testamento di Pietro Flodiola · 1537

«…uno monasterio seu abbatia sub vocabulo de Santa Maria de Monte Xpisti»

Le vicende della Batia

Dal castello al monastero

Il sito dell'abbazia coincide con le rovine del castello medievale di Ciminna, quasi distrutto nel 1326 dall'incursione angioina di Beltrando del Balzo. Sul vecchio fortilizio sorsero abitazioni e, agli inizi del Cinquecento, la casa di Pietro Flodiola — il futuro fondatore del monastero.

Sito · XIII–XVI sec.

Fondazione e claustro femminile

Nel 1537 Pietro Flodiola fonda il monastero per testamento. Già nel 1538 le giovani ciminnesi che vogliono prendere il velo sono costrette a recarsi altrove: nasce l'urgenza di un claustro femminile. Le famiglie del patriziato urbano destinano spesso una figlia al cenobio per ragioni devozionali e patrimoniali.

Fondazione · 1537

La ricostruzione seicentesca

Nel XVII secolo il monastero è interessato da una grande fase ristrutturativa. L'atto chiave è la concessione della chiesa di Santa Maria d'Itria (1664–1665), voluta dall'arcivescovo di Palermo Pietro Martinez y Rubio. La prima comunità è guidata dall'abbadessa Gesualda Maria Borgesi con maestra delle novizie Placida Catharina Ramirez.

Ricostruzione · XVII sec.

Il contesto religioso di Ciminna nel XVI secolo

Francescani Conventuali
Insediati dalla metà del XV secolo presso Santa Maria di Gesù / Santa Maria del Piano.
Domenicani
Stabilitisi nella chiesa del Salvatore (San Domenico) con la donazione Billè (1471–1520), ampliati dal 1536.
Benedettine
Fondate nel 1537 da Pietro Flodiola. Unico monastero femminile della città fino alle soppressioni moderne.
Consigliato da leggere

Perché leggere questo libro

Dal castello al monastero

Per capire come l'antico castello medievale di Ciminna — quasi distrutto nel 1326 dall'incursione di Beltrando del Balzo — si trasformi nel sito dell'abbazia benedettina: una continuità insediativa che attraversa secoli di storia urbana e religiosa.

Archeologia urbana

Documento alla mano

Per seguire, documento alla mano, la ricostruzione seicentesca del monastero e il ruolo dell'arcivescovo Martinez y Rubio: la concessione di Santa Maria d'Itria (1664–1665), la prima comunità di monache, il sistema di rendite e cappellanie che sostiene la vita del cenobio.

Fonti d'archivio

Strumento di ricerca

Per uno strumento di lavoro utile a ricerche su monachesimo femminile, patronato nobiliare e urbanistica storica ciminnese: con i codici delle fonti e la trascrizione integrale degli atti, il volumetto è una porta d'accesso diretta agli archivi della Batia.

Monachesimo femminile