Storia · Economia · Arte · Provincia di Palermo

Ciminna. Notizie storiche,
economiche, artistiche

Il volume e il suo contesto

Primo quaderno della collana «Paesi della Provincia di Palermo», pensata per creare — nelle parole del presidente Antonino Riggio — una «simbiosi tra passato e presente» utile a progettare il futuro dei comuni palermitani. Ciminna apre la serie, segno del suo rilievo nel panorama culturale della provincia.

Giulia Sommariva intreccia tre piani paralleli: la storia plurisecolare del territorio (dalle origini bizantine ai moti del 1848), la struttura economica (agricoltura, terracotta, rapporti con la terra) e il patrimonio artistico, dialogando con gli studi precedenti di Vito Graziano e altri autori locali.

Uno dei contributi più originali è la ricostruzione degli insediamenti preurbani: Monte Pizzo (greco-romano), contrada Cernuta (basilica cristiana IV–V sec., mosaico scoperto nel 1886), e i casali medievali arabi e normanni del territorio, che mostrano una stratificazione insediativa ricca e documentata.

Copertina del quaderno Ciminna Notizie storiche economiche artistiche di Giulia Sommariva

Giulia Sommariva
Grafindustria Editoriale S.p.A., Palermo
Quaderno n. 1 – Paesi della Provincia di Palermo

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Saggio storico-sociale · Quaderni della Provincia di Palermo · n. 1

Ciminna attraverso i secoli

Tappe fondamentali narrate nel volume

IV–V sec.

Possibile basilica cristiana in contrada Cernuta: nel 1886 vi si scopre un mosaico assimilato a quello della cripta di Sant'Elena a Roma, interpretato dal prof. Vincenzo Di Giovanni.

Età arabo-normanna

Il nome «Ciminna» deriverebbe dall'arabo scemin/scemina («pingue, grasso»). Si identificano i casali di Hasù (contrada Cassone, descritto da Edrisi), Matritunnu (villaggio musulmano) e Gallo Rebalsuat concesso nel 1178 alla badia di Santo Spirito.

1230

Una lapide del 1670 sulla chiesa della Raccomandata fa risalire i primordi della terra «murata» al 1230: Ciminna sorge sul pendio del colle Sant'Anania, attorno a un castello, ereditando nome e abitanti dall'antica Ciminna.

1624–1625

La peste a Ciminna porta la comunità a eleggere Santa Rosalia come compatrona. Il barone Guglielmo Grifeo fonda il beneficio di Santa Rosalia nella Matrice nel 1625.

1627

Prima concessione di terra nel nascente comune di Ventimiglia (feudo Calamigna) a Vincenzo Manzella di Ciminna: coloni ciminnesi fondano il nuovo paese per conto della principessa Beatrice Ventimiglia.

1634

Filippo IV di Spagna eleva Ciminna a ducato. Mario III Grifeo è il primo duca; la famiglia manterrà la signoria fino all'abolizione del feudalesimo nel 1812.

1653

Censimento: Ciminna conta 5.716 abitanti e 1.449 case. Nel 1713 le case sono 1.442 e gli abitanti 5.419.

1848

Comitato rivoluzionario presieduto dall'arciprete don Salvatore Cascino; guardia nazionale guidata da Ignazio Cocchiara; l'avv. Giuseppe La Porta rappresenta Ciminna al Parlamento siciliano e vota la decadenza dei Borboni il 13 aprile.

Quaderno n. 1
Paesi della Provincia di Palermo
Età antica
→ XIX sec.
Arco cronologico
Grafindustria Editoriale S.p.A.
Palermo
Editore
Autrice Giulia Sommariva
Presentazione Antonino Riggio, Presidente della Provincia di Palermo
Cura collana Francesco Cammarata
Genere Saggio storico-sociale con sezioni economiche e artistiche
Nota critica
«Il quaderno di Giulia Sommariva offre una sintesi chiara e ricca di dettagli delle vicende storiche di Ciminna, dalle origini bizantino-arabe alla stagione feudale e al Risorgimento, intrecciando dati demografici, toponomastica, archeologia minore e storia delle devozioni.»

Inserito nella collana provinciale, il volume permette di leggere Ciminna non solo come caso locale, ma come nodo di processi più ampi: colonizzazione di feudi, nascita di nuovi comuni, partecipazione ai moti nazionali.

Tre registri del volume

Origini, Feudalesimo, Risorgimento

Il quaderno di Sommariva articola la storia di Ciminna su tre grandi stagioni, intrecciando ricerca d'archivio, toponomastica e archeologia minore.

Origini e topografia antica

Monte Pizzo (805 m) con reperti greco-romani al Museo di Palermo; contrada Cernuta con la basilica cristiana del IV–V secolo; i casali arabi Hasù (citato da Edrisi), Matritunnu e il casale normanno di San Pantaleone (1178). Un territorio stratificato dal tardo antico al Medioevo, con condotte d'acqua in creta già attive.

Archeologia · Casali medievali · Toponomastica araba

Il ducato Grifeo e i comuni nati da Ciminna

Dal 1634 Ciminna è ducato per privilegio di Filippo IV, con i Grifeo come signori fino al 1812. Ma il paese «esporta» anche popolazione: coloni ciminnesi fondano Ventimiglia (1627) su feudo della principessa Beatrice Ventimiglia, e Baucina cresce nel feudo di San Marco alimentata da emigranti di Ciminna.

Feudalesimo · Ducato Grifeo · Ventimiglia · Baucina

I moti del 1848 e il Risorgimento

Nel 1848 Ciminna — allora sede di circondario — forma un comitato rivoluzionario e una guardia nazionale. L'avv. Giuseppe La Porta siede al Parlamento siciliano e vota la decadenza dei Borboni il 13 aprile. Sommariva elenca i nomi dei ciminnesi presenti alle barricate di Palermo, restituendo il volto umano del Risorgimento locale.

Risorgimento · 1848 · Guardia nazionale
Consigliato da leggere

Perché leggere questo quaderno

Una sintesi compatta ma ricca

Per avere una panoramica documentata della storia di Ciminna dall'antichità al XIX secolo: origini bizantine, casali arabi, feudalesimo normanno-spagnolo, demografia seicentesca, culto di Santa Rosalia dopo la peste, fino ai moti risorgimentali del 1848.

Sintesi storica · Età antica – XIX sec.

Ciminna e i comuni che ha generato

Per capire come nascono e si trasformano i paesi dell'entroterra palermitano in rapporto a Ciminna: Ventimiglia (fondata da coloni ciminnesi nel 1627) e Baucina (nel feudo di San Marco, cresciuta con emigranti di Ciminna) mostrano un centro con un ruolo attivo nella colonizzazione del territorio.

Ventimiglia · Baucina · Coloni · Feudi

Ciminna nel quadro regionale

Per comprendere Ciminna non come caso isolato, ma come nodo di processi siciliani più ampi: la colonizzazione dei feudi, la nascita di nuovi comuni, la partecipazione ai moti del 1848 con guardia nazionale propria e rappresentanza al Parlamento siciliano. Una base solida per ricerche successive economiche e artistiche.

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