Ciminna. Materiali di storia
tra XVI e XVII secolo
Il libro e il suo contesto
Pubblicato nel giugno 1990 con il patrocinio della Cassa Rurale ed Artigiana di Ciminna, questo volume di Arturo Anzelmo rappresenta un punto di svolta nella storiografia locale: dopo le ristampe di Vito Graziano (1987) e gli studi di mons. Filippo Meli, Anzelmo porta la ricerca su Ciminna a un livello di rigore archivistico inedito per il paese.
Il volume integra fonti primarie inedite — atti notarili, testamenti, contratti con artisti, registri della maramma — con analisi storico-artistiche sulle principali opere di Ciminna tra Cinquecento e Seicento. Nella presentazione, Francesco Brancato lo definisce un lavoro «serio» e «prezioso», innovativo nei risultati pur nell'umiltà dei toni.
Il libro dimostra che Ciminna, a differenza di molti comuni siciliani, non era affatto isolata né periferica: intratteneva relazioni con Palermo, Tusa e altri centri culturali già prima della metà del XVIII secolo, come testimoniato dagli spostamenti di artisti — i fratelli Li Volsi da Tusa — e dai committenti dei suoi luoghi sacri.
Arturo Anzelmo
Centro Stampa "Studio Garamond", Palermo · 1990
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Ciminna. Materiali di storia
tra XVI e XVII secolo
Impianto e obiettivi della ricerca
Anzelmo muove da una constatazione precisa: le opere d'arte di Ciminna non erano mai state esaminate in modo esauriente sul piano storiografico. Per colmare questa lacuna costruisce un contesto storico completo: origini e caratteri urbanistici del paese, composizione sociale (con la forte presenza del clero), ordini religiosi, numero e distribuzione delle chiese.
Il nucleo del volume è dedicato alla Matrice — di cui il testo recupera testimonianze medievali dal 1230, un possibile documento del 1308–1310 sulle decime, e l'avvio del grande cantiere cinquecentesco segnalato dalla data 1509 incisa sulla torre campanaria. Attraverso atti notarili vengono ricostruite: le maestranze (come il capomastro Matteo Crixi da Palermo), le difficoltà economiche, la vendita di beni per finanziare i lavori.
Cappella per cappella, Anzelmo segue testamenti di sacerdoti (Giovanni Graziano, Baldassare Polizzi) con legati per la cappella dei Santi Simone e Giuda Taddeo o dei Diecimila Martiri, contratti con intagliatori e pittori (Andrea Comito, 1535), e gli atti della maramma che documenta vendite di animali, censi e l'acquisto della campana grande "Santa Maria Maddalena" (1550).
Centro Stampa "Studio Garamond", Palermo
| Autore | Arturo Anzelmo |
| Presentazione | Francesco Brancato |
| Patrocinio | Cassa Rurale ed Artigiana di Ciminna |
| Genere | Studio storico-artistico e archivistico locale |
«Studio serio e modesto nei toni, ma innovativo nei risultati: porta avanti, con originalità, il discorso iniziato da Graziano e continuato da Meli, offrendo nuove luci sulla storia sociale, economica e artistica non solo di Ciminna ma della Sicilia in generale.»
Brancato osserva che, dopo una fase di appannamento degli studi storici su Ciminna, il volume inaugura un'inversione di tendenza, fatta di riscoperta delle radici e volontà di progredire — riconoscendo ad Anzelmo il merito di aver portato notizie inedite tratte principalmente da fonti locali.
Arte e società: il lusso dei privati e la povertà del popolo
Anzelmo non si limita alla storia dell'arte: descrive anche una forte sperequazione sociale ed economica nella Ciminna del Cinque-Seicento. Cita egli stesso: «al lusso dei privati e delle feste si contrappone la povertà che non è solo economica», documentando abusi morali da parte del ceto benestante. Il libro diventa così anche storia sociale — mostrando l'intreccio tra fasto religioso, potere delle élite e condizioni di vita della popolazione.
Archivio, Arte e Società
La ricerca di Anzelmo si muove su tre piani intrecciati, tutti documentati da fonti primarie inedite.
La Matrice e il suo cantiere
Dal 1230 alle campane del 1550: Anzelmo ricostruisce con atti notarili ogni fase del cantiere della Matrice — maestranze, difficoltà finanziarie, demolizioni di case vicine per l'ampliamento — fino al capomastro Matteo Crixi da Palermo e agli intagliatori come Andrea Comito (1535).
Storia dell'architettura · Cantiere cinquecentescoGli artisti e i loro influssi
I fratelli Li Volsi da Tusa portano a Ciminna influssi stilistici esterni: le migrazioni di artisti documentano che il paese era inserito in circuiti culturali regionali. Le opere della Matrice e delle altre chiese rispecchiano il gusto del Cinquecento e del Seicento siciliano, con committenti ecclesiastici e laici ben identificati.
Storia dell'arte · Li Volsi · CommittenzaCiminna non è periferica
Uno dei contributi più originali del volume: contrariamente a quanto si potrebbe supporre, Ciminna aveva comunicazioni relativamente buone già prima del XVIII secolo. Archivi, committenti e maestranze viaggianti ne attestano l'apertura verso Palermo e altri centri — un dato rilevante per la storia regionale siciliana.
Storia urbana · Sicilia · Connessioni regionaliPerché leggere questo libro
La Matrice documentata
Per disporre di una ricostruzione documentata della Matrice e del tessuto religioso-urbano di Ciminna fra Cinquecento e Seicento: fondazioni, rifacimenti, cappelle, campane e maestranze, tutti attestati da fonti primarie inedite.
Storia religiosa · Architettura · CiminnaArte, clero e disuguaglianza
Per capire come si intrecciano arte, clero, élite e povertà in una comunità feudale siciliana: il lusso dei committenti e delle chiese contrasta con le condizioni materiali della popolazione, in un quadro che va oltre la storia dell'arte per toccare quella sociale.
Storia sociale · Feudalesimo sicilianoBase per studi futuri
Per avere una base archivistica solida da cui partire per ulteriori studi su Ciminna e sulla storia artistica dell'entroterra palermitano — un invito esplicito, lanciato dalla Cassa Rurale ed Artigiana nella nota istituzionale, a proseguire la ricerca.
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