Agiografia · Narrazione miracolistica · 1651 · Edizione moderna

Antica monografia
sul Santo Crocifisso
di Ciminna

Il testo fondativo del culto del Crocifisso

Questo fascicolo riproduce in forma moderna l'Historia della miraculosa Imagine del SS.mo Crocifisso di Ciminna, composta nel 1651 da don Santo Gigante, sacerdote domenicano e vicario foraneo di Ciminna. È il testo fondativo del culto del Crocifisso venerato nella Chiesa e Confraternita di San Giovanni Battista.

Don Santo scrive nel proemio di raccogliere «brevemente quanto è passato» — i segni prodigiosi che la «Divina Maestà» ha voluto mostrare a Ciminna nel 1651 — come primo abbozzo da cui autori più dotti possano trarre narrazioni più compiute. Il suo intento è duplice: rendere grazie per i benefici ricevuti e tramandare ai posteri la memoria degli eventi straordinari che fondano e rafforzano il culto dell'immagine lignea del Crocifisso.

L'immagine — una scultura in rilievo di legno di faggio («mazzostà di faggio»), alta circa tre palmi e mezzo — è raffigurata crocifissa ed era già ritenuta «alquanto antica» ai tempi di don Santo nel XVII secolo.

Copertina dell'Antica monografia sul SS. Crocifisso di Ciminna

Fascicolo in edizione moderna
Don Santo Gigante, 1651

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Narrazione agiografica e miracolistica · Valore storico-devozionale

Historia della miraculosa Imagine del SS.mo Crocifisso di Ciminna

La narrazione dei segni e dei miracoli

Proemio · Don Santo Gigante

La «Divina Maestà» ha voluto mostrare nel 1651 «segni più evidenti» della sua misericordia a Ciminna attraverso grazie e miracoli operati dalla veneranda immagine. Don Santo raccoglie «brevemente quanto è passato» per gratitudine e per offrire materia di lode a Dio, lasciando a futuri scrittori più dotti il compito di descrivere con stile più ampio le meraviglie divine.

I segni prodigiosi narrati
1623 Il «Primo Segno». Durante il funerale di Bartolo Chiazza, il giovane incaricato di portare il Crocifisso lo trova improvvisamente così pesante da non riuscire a staccarlo dal muro. L'immagine torna sollevabile solo dopo la sepoltura del cadavere: meraviglia e timore reverenziale tra il popolo.
1623–1651 L'immagine riverita. Zaccaria Santino colloca il Crocifisso sull'altare di San Giovanni Evangelista, vi mantiene una lampada accesa, fa celebrare messe. Riceve la guarigione da una «rottura» (ernia) e alimenta la devozione del vicinato.
3–5 Mag. 1651 La prima festa. Nella messa del 5 maggio, Filippa Pappalardo raccomanda il figlio Giovanni, afflitto da febbre, al Crocifisso: il bambino guarisce improvvisamente tra lacrime di gioia — primo miracolo ufficialmente riconosciuto.
1651 Paolo Parodi. Un giovane afflitto da ernia avverte come una mano invisibile che rimuove il tumore davanti all'altare; numerose madri ungono i bambini con l'olio della lampada e ottengono guarigioni.
1651 Margherita Ciaccio. Caduta con rottura di spalla e braccio, guarisce in tre giorni con unzioni dell'olio del Crocifisso, contro il parere dei medici che prevedevano una degenza ben più lunga.
1651 Il prodigio degli occhi aperti. Francesco Musico, pulendo l'immagine, vede gli occhi del Crocifisso aprirsi. Il fenomeno è confermato da Zaccaria e altri confratelli, nonché da sacerdoti e notai citati come testimoni autorevoli.
14 Mag. 1651 La prima processione. Con licenza dell'arcivescovo fra Martino de León y Cárdenas, il Crocifisso percorre per la prima volta le strade di Ciminna. Nasce la tradizione che si ripeterà ogni anno per tre secoli.
1651
Composizione originale
Don Santo Gigante
Autore · Domenicano
Chiesa di San Giovanni Battista
Luogo del culto
Edizione moderna
Fascicolo · distribuzione locale
Don Santo Gigante (1601–1673)

Dottore in Sacra Teologia, vicario foraneo di Ciminna per oltre vent'anni. Sacerdote, teologo e miniaturista: i suoi corali miniati si conservano ancora nella Matrice di Ciminna. La sua Historia è lodata da Meli per stile e saggezza ed è citata dal Mongitore nella Bibliotheca Sicula.

Oltre alla Historia del SS. Crocifisso, è autore della Tragedia di Santa Barbara (1668), della Vita di Suor Elisabetta Trippedi e dei corali miniati della Matrice — che ne fanno il centro della cultura letteraria e artistica della Ciminna del Seicento.

Nota critica
«Documento storico di primissimo ordine: non solo racconta l'origine di una devozione plurisecolare, ma restituisce la voce diretta di un protagonista — don Santo era testimone oculare di molti degli eventi che descrive — e offre uno spaccato della vita religiosa e comunitaria della Ciminna del Seicento.»

I temi del fascicolo

L'origine dell'immagine lignea

La scultura di faggio — alta tre palmi e mezzo, già «alquanto antica» nel 1651 — e il prodigio del 1623: l'immagine che non può essere sollevata durante il funerale di Bartolo Chiazza. L'episodio fondativo di una devozione destinata a durare secoli.

1623 · Primo Segno · Confraternita

I miracoli e le guarigioni

Le guarigioni di Filippa Pappalardo, Paolo Parodi, Margherita Ciaccio; le unzioni con l'olio della lampada; il prodigio degli occhi del Crocifisso che si aprono — testimonianze raccolte da don Santo con attenzione ai «periti» che ne attestano l'autenticità.

Guarigioni · Grazie · 1651

La prima processione del 14 maggio 1651

Con la licenza dell'arcivescovo fra Martino de León y Cárdenas, il Crocifisso percorre per la prima volta le vie di Ciminna, davanti a una folla immensa. Nasce la tradizione che si ripeterà ogni anno per tre secoli e che ancora oggi è viva nel paese.

14 maggio 1651 · Processione · Tradizione
Consigliato da leggere

Perché leggere questo fascicolo

Le fonti dirette del culto

Per leggere in prima persona le parole di don Santo Gigante — testimone diretto di molti dei fatti che racconta — e conoscere così le origini del culto del Crocifisso di San Giovanni attraverso le fonti seicentesche originali, non la loro rielaborazione.

Fonte primaria · Agiografia · XVII sec.

Pietà popolare e vita comunitaria

Per capire come la devozione al Crocifisso sia nata dalla vita ordinaria del paese — dalle confraternite, dalle case, dalle strade — e come la partecipazione spontanea di confratelli, famiglie e notabili abbia dato forma a una tradizione tuttora viva nella prima domenica di maggio.

Pietà popolare · Confraternita · Processione

La Ciminna del Seicento

Per avere uno spaccato della vita religiosa, sociale e comunitaria di Ciminna nel XVII secolo — un'epoca di contrasti, santi e prodigi — attraverso i nomi reali dei protagonisti (Zaccaria Santino, Filippa Pappalardo, Francesco Musico) e i luoghi quotidiani che don Santo descrive.

Storia locale · XVII sec. · Comunità